Tempi Musicali

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Tempi musicali : il tempo è rappresentato dalla frazione numerica posta all’inizio del discorso musicale.

Esistono differenti tipologie di tempi, questo a causa delle molteplici varietà di particelle ritmiche che li compongono, pertanto si avrà un tempo per ogni possibile combinazione, somma, o sottrazione di esse.

Indifferentemente dal risultato finale, tutti i tempi possiedono degli elementi di base comune, tali elementi sono :

Pulsazione

Accenti

Ritmo

Pulsazione : La pulsazione è la particella ritmica elementare grazie alla quale tensione e rilassamento si alternano.

Si pensi ad un tamburo: la tensione equivale al battere della bacchetta su di esso, ed il rilassamento equivale al levarsi della bacchetta da esso.

Pertanto, per pulsazione intendiamo l’alternarsi di battere (tensione) e levare (rilassamento).

Le pulsazioni si dividono in due categorie:

Pulsazioni binarie : due movimenti per ogni accento (battere – levare)

Pulsazioni ternarie : tre movimenti per ogni accento (Battere – levare – levare)

Queste due categorie danno origine ai tempi semplici (con pulsazione binaria) ed ai tempi composti (con pulsazione ternaria).

Pulsazione 01

Accenti : L’accento (o movimento) è la particella che contiene al suo interno la pulsazione :

Se la pulsazione è binaria avremo due movimenti per ogni accento.

Se la pulsazione è ternaria avremo tre movimenti per ogni accento.

Accenti 01

In base alla frazione numerica del tempo siamo in grado di definire quanti accenti sono contenuti nella battuta (ad esempio nel tempo ¾ si avranno 3 accenti dal valore di ¼ l’uno), inoltre in base al tempo gli accenti avranno una differente intensità : Forte (f), Mezzoforte (mf), Debole (d).

 

Anche nel caso di tempi misti gli accenti rispetteranno sempre la distribuzione dei singoli tempi che lo compongono.

Ritmo : Il ritmo è per definizione “ordine nel movimento” ovvero sia : la successione regolare di accenti forti e deboli nell’ordine del tempo

Ogni suono che non segue queste regole viene definito “Aritmico” o più comunemente : Rumore.

il ritmo può essere sia binario (detto anche tempo semplice) che ternario (detto anche tempo composto), questa caratteristica è strettamente legata al tipo di pulsazione contenuta negli accenti.

Accenti 02

I tempi semplici : Vengono definiti tempi semplici tutti i tempi che hanno una suddivisione binaria del tempo.

Nei tempi semplici (o tempo binario) il numeratore serve ad indicare il numero di accenti contenuti nella battuta, mentre il denominatore serve ad indicare la durata degli accenti (per esempio il tempo ¾ possiede 3 accenti con un valore di ¼ ciascuno).

Nei tempi binari si possono incontrare tre differenti tipologie di misure :

Misure fondamentali : sono le misure che possiedono come unità di pulsazione la semiminima nota dal valore di ¼ :

Tempi semplici 01

Misure per aumentazione : sono le misure che possiedono come unità di pulsazione la Minima, nota dal valore di 2/4 :

Tempi semplici 02 (aumentazione)

Tempi semplici 03(aumentazione)

Come si vede nell’esempio,ogni accento è costituito da due movimenti dal valore di ¼ ciascuno, pertanto una battuta da 2/2  viene scritta con un valore totale pari ad una semibreve (4/4), ma viene letta come se il valore totale fosse una minima (2/4), cioè dimezzando il valore di ogni nota.

Il motivo è semplice, nei tempi per aumentazione raddoppia tutto, sia il tempo, sia il valore di pulsazione, sia il valore di suddivisione.

Pertanto se raddoppia il valore della battuta, raddoppiano anche i valori delle frazioni contenute in essa.

Questa regola viene applicata a tutti i tempi per aumentazione.

Misure per diminuzione : Adottano il principio inverso dei tempi per aumentazione.

Esse possiedono come unità di pulsazione la croma, nota dal valore di 1/8 :

Tempi semplici 04 (diminuzione)

Tempi semplici 05(diminuzione)

Come si vede nell’esempio,ogni accento è costituito da due movimenti dal valore di 1/8 ciascuno, pertanto una battuta da 2/8  viene scritta con un valore totale pari ad una semiminima(1/4), ma viene letta come se il valore totale fosse una minima (2/4), cioè raddoppiando il valore di ogni nota.

Il motivo è semplice, nei tempi per diminuzione si dimezza tutto, sia il tempo, sia il valore di pulsazione, sia il valore di suddivisione.

Pertanto se dimezziamo il valore della battuta, dimezziamo anche i valori delle frazioni contenute in essa.

Questa regola viene applicata a tutti i tempi per diminuzione.

Quindi riassumendo il tutto i tempi semplici possono essere :

Tempi semplici 06

Tempi Composti : Vengono definiti tempi composti tutti i tempi che hanno una suddivisione ternaria del tempo, cioè tre movimenti per ogni accento.

I tempi composti si ottengono moltiplicando linearmente i tempi semplici per 3/2.

Quindi per ottenere il derivato ternario del tempo 2/4 sarà sufficiente fare :

2/4 x 3/2 = 6/8

Il numeratore indica il numero di suddivisioni che sono contenute nella battuta, mentre il denominatore indica quanto dura ogni suddivisione.

Quindi nel 6/8 avremo : 6 movimenti dal valore di 1/8 ciascuno, contenuti in 2 accenti (da qui si spiegano i 3 movimenti per accento).

Nei tempi ternari si possono incontrare tre differenti tipologie di misure :

Misure fondamentali : sono le misure che possiedono come unità di pulsazione la semiminima puntata, nota dal valore di 3/8 :

Tempi composti 01

Misure per aumentazione : sono le misure che possiedono come unità di pulsazione la Minima puntata, nota dal valore di 3/4 :

Tempi Composti 02 (aumentazione)Tempi composti 03(aumentazione)

Come si vede nell’esempio,ogni accento è costituito da tre movimenti dal valore di ¼ ciascuno, pertanto una battuta da 6/4  viene scritta con un valore totale pari ad una semibreve puntata (6/4), ma viene letta come se il valore totale fosse una minima puntata (3/4), cioè dimezzando il valore di ogni nota.

Il motivo è semplice, nei tempi per aumentazione raddoppia tutto, sia il tempo, sia il valore di pulsazione, sia il valore di suddivisione.

Pertanto se raddoppia il valore della battuta, raddoppiano anche i valori delle frazioni contenute in essa.

Questa regola viene applicata a tutti i tempi per aumentazione.

Misure per diminuzione : Adottano il principio inverso dei tempi per aumentazione.

Esse possiedono come unità di pulsazione la croma puntata, nota dal valore di 3/16 :

Tempi composti 04 (diminuzione)Tempi composti 05(diminuzione)

Come si vede nell’esempio,ogni accento è costituito da tre movimenti dal valore di 1/16 ciascuno, pertanto una battuta da 6/16  viene scritta con un valore totale pari ad una croma puntata (3/8), ma viene letta come se il valore totale fosse una minima puntata (3/4), cioè raddoppiando il valore di ogni nota.

Il motivo è semplice, nei tempi per diminuzione si dimezza tutto, sia il tempo, sia il valore di pulsazione, sia il valore di suddivisione.

Pertanto se dimezziamo il valore della battuta, dimezziamo anche i valori delle frazioni contenute in essa.

Questa regola viene applicata a tutti i tempi per diminuzione.

Quindi riassumendo il tutto i tempi composti possono essere :

Tempi composti 06

Tempi MistiI tempi misti derivano dall’unione di due ritmi diversi,ma appartenenti alla stessa categoria.

Facciamo un esempio: si pensi al ritmo 5/4.

Esso è dato dall’unione dei tempi semplici : 2/4 + 3/4

Ora esaminiamo i due tempi che lo compongono presi singolarmente.

L’accento forte di ogni tempo lo chiameremo “Tum”, quello Mezzoforte lo chiameremo “Tu” e quello debole lo chiameremo “pa”.

Per rendere ancora più chiaro l’esempio scriveremo le prime due battute di ogni tempo, in questo modo :

Tempo -> X/X = Battuta | Battuta | …

Seguendo lo schema appena illustrato, il tempo 2/4 sarà :

2/4 = Tum – pa | Tum – pa | …

Ora facciamo la stessa cosa con il tempo 3/4 :

3/4 = Tum – pa – pa | Tum – pa – pa

Unendo il 2/4 e il 3/4 otterremo il tempo misto 5/4 :

2/4 + 3/4  =  5/4  =  Tum – pa – Tum – pa – pa | Tum – pa – Tum – pa – pa | …

La combinazione con cui unire i tempi è a discrezione del compositore, ottenendo anche il ritmo contrario a quello appena illustrato :

3/4 + 2/4  =  5/4  =  Tum – pa – pa – Tum – pa | Tum – pa – pa – Tum – pa |…

Se proviamo a dirlo ad alta voce, dando un tono leggermente più forte al “Tum” ci risulterà subito evidente che l’andamento ritmico è particolare, sembra quasi spezzato.

Questo perché il tempo misto non altera gli accenti dei tempi che lo compongono:

Tempi misti 01

Questo procedimento si può adottare con svariate combinazioni, dando vita sia a tempi misti semplici che composti.

è anche possibile ottenere tempi misti per aumentazione o diminuzione.

Basti pensare al ritmo 7/8, dato dall’unione dei due tempi semplici per diminuzione :

4/8 + 3/8 = 7/8 = Tum – pa – Tu – pa – Tum – pa – pa Tum – pa – Tu – pa – Tum – pa – pa |…

Ecco a seguire una tabella riassuntiva di tutte le varie combinazioni possibili dei tempi misti :

Tempi misti 02

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Daniel Petronzi

Circa l'autore:

Studente del Conservatorio Vivaldi di Alessandria, allievo del Prof. Data Massimo per il corso di Fagotto, del Prof. Piacentini Riccardo per il corso di Composizione e del Prof. Vercillo Giorgio per il corso di Pianoforte. Ho dato vita a questo sito nella speranza di trasmettere a tutti quanti la mia passione: la musica!

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