Modulazioni per accordo comune

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La modulazione per accordi in comune: Uno dei metodi di modulazione più immediato sta nell’usare un accordo comune a due tonalità diverse come “ponte armonico”, così da sfruttare quest’ultimo per il cambio della tonalità:

Nell’esempio appena sopra, possiamo notare come la modulazione avvenga per mezzo di un accordo comune:

  • Il primo accordo è nella tonalità di Do Maggiore e afferma la tonalità di impianto (accordo di Tonica, primo grado della scala di Do Maggiore)

  • Il secondo accordo è sempre nella tonalità di Do maggiore e svolge una funzione di continuità del discorso musicale (accordo di Dominante, quinto grado della scala di Do Maggiore)

  • Il terzo accordo è percepibile come un accordo della tonalità di Do maggiore (Accordo di tonica, sesto grado della scala di Do maggiore) ma quest’ultimo può essere letto anche come un accordo di Tonica della relativa La Minore, questo perchè l’accordo è per natura “comune” alle due tonalità.

  • Non è obbligatorio che il discorso musicale cambi tonalità ad ogni accordo comune, ma a questo punto il compositore si trova di fronte ad una biforcazione ed è libero di scegliere la direzione che preferisce.

Ma come si fa a capire quando un brano sta modulando? Com’è possibile comprendere questa natura per un interprete del brano?

L’esempio precedente illustra solo la meccanica grazie allla quale è possibile variare la tonalità, per comprendere realmente se il compositore ha messo in pratica questa svolta tombrica bisogna cercare la conferma nel seguito della frase musicale.

Ecco un esempio:

Come possiamo vedere nella seconda battuta, il secondo accordo presenta un “Sol#” (Sol diesis), questa è la conferma che il brano ha modulato a La Minore, il Sol# svolge la funzione di sensibile della nuova tonalità.

Abbiamo a nostra volta la conferma di un ritorno alla tonalità di Do Maggiore a metà della terza battuta, perchè il Sol non possiede alterazioni ed il “Si” della voce più alta svolge nuovamente la funzione di sensibile della tonalità di Do Maggiore (infatti risolve salendo di semitono alla Tonica di Do Magg.)

Questo metodo trova una forte valenza anche fra tonalità vicine che non siano per forza relative fra loto (come nel caso di poco sopra), questo sempre per lo stesso motivo dell’esempio di prima, ovveroche fra queste risiede il maggior numero di accordi in comue, facciamo un esempio:

    • la triade si Do maggiore – Do – Mi – Sol – :

      • Nella tonalità di Do Maggiore copre la funzione di Tonica

      • Nella tonalità di Fa Maggiore copre la funzione di Dominant

      • Nella tonalità di Sol Maggiore copre la dunzione di SottoDominante

Questa duplice natura ci permette di “scivolare” agevolmente nella nuova tonalità che trova un ponte chiaro e diretto:

 

Per ulteriori informazioni consultare le voci: Movimenti delle funzioni, Funzioni, Modulazione.

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Daniel Petronzi

Circa l'autore:

Studente del Conservatorio Vivaldi di Alessandria, allievo del Prof. Data Massimo per il corso di Fagotto, del Prof. Piacentini Riccardo per il corso di Composizione e del Prof. Vercillo Giorgio per il corso di Pianoforte. Ho dato vita a questo sito nella speranza di trasmettere a tutti quanti la mia passione: la musica!

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