Alterazioni

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Alterazioni : Le alterazioni sono dei segni posti davanti alle note con lo scopo di variarne l’altezza.

Una nota soggetta ad un’alterazione può variare di :

  • Un Tono:  la distanza più grande fra due note consecutive, essa è formata da due semitoni.
  • Un Semitono: la distanza più piccola fra due note consecutive.

Inoltre queste alterazioni possono essere di due tipi :

  • Cromatiche : Quando il nome della nota non cambia (Do – Do#)
  • Diatoniche : Quando il nome della nota cambia (Do – Reb)

Le alterazioni Ascendenti sono :

Mentre le alterazioni discendenti sono :

In fine esistono dei segni che annullano qualsiasi alterazione sulla nota :

Alterazioni 01

Il bequadro serve per uscire dalle convenzioni delle alterazioni che sono le seguenti :

  1. Un’alterazione singola inserita in una battuta altera la nota sulla quale viene messa e tutte le note successive fino alla fine della battuta; questo vuol dire che se io metto un diesis “#” su un “Do” a inizio battuta, tutti i “Do” di quella battuta saranno innalzati di un semitono; per annullare questo effetto bisogna usare il bequadro.
  2. Quando in un brano abbiamo delle alterazioni costanti (cioè una o più note alterate sempre nello stesso modo) è possibile segnalarlo all’inizio della partitura; questa funzione si chiama Armatura di chiave, questo perché le alterazioni vengono scritte subito dopo la chiave a inizio brano (prima del tempo) e valgono per tutta l’esecuzione.

Per ulteriori informazioni consultare le voci : Armatura di chiave.

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Daniel Petronzi

Circa l'autore:

Studente del Conservatorio Vivaldi di Alessandria, allievo del Prof. Data Massimo per il corso di Fagotto, del Prof. Piacentini Riccardo per il corso di Composizione e del Prof. Vercillo Giorgio per il corso di Pianoforte. Ho dato vita a questo sito nella speranza di trasmettere a tutti quanti la mia passione: la musica!

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